LE EDIZIONI OROLONTANO

15.12.2015 16:30

LE EDIZIONI OROLONTANO

15.12.2015 16:19

a proposito delle edizioni orolontano

21.12.2014 10:18

Le edizioni artein-orolontano e la loro presenza, tra parola ed immagine, testo poetico e lavoro grafico-pittorico, in forma di libro, a tiratura limitata, testo stampato tipograficamentee disegni originali eseguiti a mano, numerati e firmati dagli autori. Le edizioni artein mostrano se stesse, sono "mostre portatili " come le ha definite F. Vincitorio. Per questo se I'operazione dell'artista è mostrare e comunicare, passando attraverso un'avventura di parole o di immagini, "un viaggio per luoghi non ancora conosciuti" (Alfonso Filieri) esse si mostrano "viaggiando di mano in mano e di luogo in luogo e vengono lette nel contesto scritto, ed in rapporto colloquiale con questo". (Biblioteca Nazionale di Parigi, rassegna “Cent livres d'artiste italiens” organizzata da M. Nannucci). Di loro si parla al plurale, non come opera collettiva, ma come opera concentrica, in cui gli autori si polarizzano attratti dal centro del tema o del titolo, senza mai coincidere con esso, e dal cerchio dell 'attrazione si staccano le operelibro con destinazioni diverse, “una catena di significanti”, una serie preziosa di elementi pagina, elaborate con " I'economia dello spreco"  dove  “I'impero dell'occhio e ella mano” " I'arte espressione dell 'uno" (A. B. Oliva) vengono sottoposti ad un'azione centrifuga, destino della comunicazione e del destinatario del messaggio diffusione " per contatto, come una malattia" (F. Menna). La forma del bordo del cerchio per contatto, lsola, contenitore nostalgico dell'uno, onnipotenza narcisistica del corpo proprio o del primo atto dell' esserci, la prima impronta dell'io; o il transbordamento per diffusione; acqua, aria, annegarsi o perdersi in infinite circonvoluzione e misurazioni degli elementi, carte mescolate, senza perdita di identità, ma nel testo del primo libro delle edizioni artein-orolontano 

 

 

il primo libro: Dedalo o dell'architettura volante

evocando a misura di fuga/ l'essenza del volo/ volgendo ai preziosi viaggi dei gabbiani lo sguardo/ la via agli uccelli volle ostruire con trappole di sogno/

legò le stupite frecce di ombre all'orizzonte/ e ai voli mancati per furore o per stanchezza/ rubò i resti/

dopo/  al modello divino/ donò la molle natura sottratta agli alveari/

allora/ essendo la sorte segnata/ un segno peggiore della morte stessa/ non promettendo tregua/ né ai flutti del cielo né ai cerchi del mare/ mosse l'architettura volante

...è tuttavia nell'8O con "Dedalo o dell'architettura volante" che si data I'inizio dell'avventura dei libri delle edizioni artein-orolontano. In preziosa carta pergamena, tirato in cento esemplari il testo di Filieri contenuto in questo libro, con le immagini di Bogaerts, Pace, Koeckelberge, Pulsoni, Hamelrijck, Rizzoli visualizza il bisogno che da sempre I'artista prova di fuggire dai labirinti vocianti delle costrizióni quotidiane, utilizzando architetture mentali fantasticamente visionarie...

Ivana D'Agostino, dal saggio critico contenuto in "Luoghi e misteri dei libro fatti a mano" (A.Filieri, ed. Ubik Art, Sacile. Roma, 1996) 

 

A partire dagli anni ottanta, nelle nuove tendenze nell’ambito del libro d’artista “Operalibro” è sinonimo di “attrazione”che lega al testo scritto i testi visivi, e gli uni e l’altro all’attivazione di uno specifico “contenitore” appositamente progettato, manualmente realizzato, in pochissime copie replicato. [...]  L’aspetto che viene approfondito e fatto oggetto di indagine è quello legato al recupero dell’artigianalità. Ogni fatto costitutivo del prodotto libro diventa oggetto di sperimentazione, smontaggio e ricostruzione: si lavora sulle carte, aumentandone o diminuendone la porosità con l’uso di cere, colle, solventi, si creano dissolvenze di colori con differenti tempi di immersione in acqua, si integra la parte stampata con interventi manuali, si sovrappongono le tecniche e i materiali. [...]  Sono affiancati connotati classici, dorso e copertina, mentre internamente è subito riscontrabile il frontespizio, burocratica elencazione di identità anagrafica dell’opera. Un supplemento verbale sotto forma di testo poetico completa il gioco di parole. [...] una scatola magica per poter scandire l’altra “teca”, la raccolta impaginativa sia del testo poetico, segni traccia a meccanici caratteri stampa, sia dell’”altro testo” a liberi segni traccia della mano, stesure di materiali diversi, mutevoli pannelli-pagina parietali da poter giostrare a piacimento.

Giuliana Zagra  dal catalogo pubblicato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma "DUETTI D'AUTORE" Cinquant'anni di confluenze fra grafica e letteratura (ed. Colombo)


 

...più che essere un libro che diviene opera, esattamente è l’opera che diviene libro. Che assume, cioè i modi di una nuova disinvoltura di rapporti, una sua essenzializzazione e quasi miniaturizzazione, un darsi per frammenti però risolutivi, uno snodarsi in sequenza. Che assume insomma una diversa praticabilità, immediata, trasferibile, che è tipica del libro quale spazio di “consultazione”, anzichè quale spazio di ostensione come è invece, tipicamente, quello dell’opera d’arte visiva, tradizionale, o non, che sia. L’opera allora, che si fa, appunto nel libro, consultabile, riponibile, immediata e tangibile, come una pagina, trasponibile come un ricordo, un diario, un “livre de chevet”, sfogliabile...

Enrico Crispolti, presentazione presso la Biblioteca Comunale Rrispoli; Roma, 1981 

 

 

...un libro fatto a mano si diffonde per contatto come una malattia.La malattia dell’arte contro la falsa salute della tecnica? Non so. Quello che è certo è che il libro d’artista, ognuno di questi libri che abbiamo qui, davanti, sul tavolo, è un oggetto che si dona, un “oggetto-potlatch”. Le dita rimangono attaccate al foglio di carta cerata. Filiberto Menna, presentazione presso la galleria “Il luogo del segno, dell’immagine e della scrittura”; Roma, 1983

 

 

...questi libri fatti a mano delle edizioni artein, sono libri aristocratici, dell’impero dell’occhio e della mano; sono libri profumati...Il testo di questo libro, “Dedalo o dell’architettura volante”, sembra scritto da un dandy dell’ottocento, ma è così che oggi si scrive...

Achille Bonito Oliva, conferenza “undici libri” presso il Centro Culturale Mondoperaio; Roma, 1982 

 

 

E il disegno diventa un segnalibro

Tutti i manufatti, a partire dal primo libro dal titolo “Dedalo o dell’architettura volante” edito nel maggio del 1980, contengono sempre una sorta di”segnalibro”, una “pagina guida” per addentrarsi nel mondo immaginario che di volta in volta, l’edizione presenta. Al prezioso disegno della “pagina guida” sempre diverso, realizzato da Alfonso Filieri, si accompagna il seguente testo, estremamente indicativo dello spirito di questa iniziativa: “In quel frammento di tempo del ventunesimo era facile imbattersi in falsi maghi e veri mistificatori. Allora  il Mago costruttor dell’oro ideò una mappa e invitò alcuni maghi veri. Sarebbe nato cosi’  il Luogo della mappadorata dove artisti e poeti passarono e lasciarono per sempre le loro storie Nel futuro c’è una mappadorata dove è possibile conoscere luoghi e cose che un tempo non avevano nome”.

Giuditta Villa, da “Repubblica” Il Piacere dell’occhio” a cura di Mario de Candia. 1992.